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Oniromanzia: la divinazione attraverso i sogni

L'oniromanzia è l'arte divinatoria che sostiene una diretta corrispondenza tra i sogni e la realtà.

Ovvero ciò che viene sognato è in realtà un riflesso della realtà, sia perché il mondo dei sogni può essere visto come un ponte tra il normale e il paranormale, sia perché nei sogni spesso trovano spazio le nostre paure, le nostre preoccupazioni e le nostre aspettative.

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Etimologia del termine

Il nome è composto dal prefisso"oniro-" (dal greco "ὄναρ,ὀνείρατος (ònar, óneiratos)", "sogno") e dal suffisso"-manzia" (dal greco "μαντεία (mantéia)", "indovino")

La storia dell'oniromanzia

L'oniromanzia è un arte divinatoria diffusissima e antichissima, presente in ogni epoca e cultura.

La prima testimonianza scritta riguarda il sogno è riportata in uno dei primi testi scritti della storia, l'Epopea di Gilgameš, composta intorno al 2000 a.C..

Gilgameš sogna di incontrare Enkidu, con cui prima ingaggia una furiosa lotta, ma poi, riconosciutane la forza e il coraggio, sospende il combattimento e lo porta davanti alla madre come fosse un fratello.

Quando Gilgamesh racconta il sogno alla madre Ninsun, lei lo interpreta come un presagio favorevole.

Per gli egiziani il sogno era una dimensione superiore, che poteva mettere in comunicazione gli uomini con il mondo dell'aldilà.

Era dunque una porta da attraversare per arrivare ad un'altra dimensione, una porta che collega il normale al paranormale, il fisico al metafisico.

Con il cristianesimo il sogno iniziò ad essere mistificato e desacralizzato e iniziò a prendere piede l'idea che esso potesse essere sia una manifestazione di Dio che del Diavolo.

In epoca moderna il più grande studioso del mondo onirico è stato sicuramente Sigmund Freud che dedicò molto tempo sia allo studio dei sogni propri che a quelli degli altri.

Con Freud il sogno abbandonò la sfera della superstizione, entrando in quella dell'analisi scientifica.

La tesi principale della teoria sull'interpretazione dei sogni di Freud, su cui si fonda la psicanalisi stessa fu che il sogno costituisce il mezzo più efficace per osservare le fantasie rimosse dall'area della coscienza durante il giorno, ma che vengono “a galla” durante la notte.

Il sogno rappresenterebbe quindi una sorta di “teatro dell'inconscio”.

Tecniche dell'oniromanzia

Ci sono due fondamentali tecniche per praticare l'oniromanzia.

Nella prima, quella più tradizionale, il consultante, si rivolge ad un soggetto che interpreta il sogno (uno sciamano, uno stregone, un mago, che è in grado di interpretarlo sulla base di un'autorevolezza riconosciutagli dal contesto sociale in cui opera) e racconta lo stesso.

L'interprete analizza il contenuto attraverso un determinato simbolismo e trae da esso un significato nascosto, che trascende l'interpretazione più letterale.

Presso alcune culture è presente anche il rito dell'incubazione, ovvero la pratica di dormire in un luogo sacro perché solo da lì i sogni possono elevarsi ad una dimensione sovrannaturale.

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