Chiedi aiuto a una professionista:

899.54.55.55

Cleromanzia: la divinazione attraverso eventi casuali

La Cleromanzia comprende tutte quelle forme di divinazione che avvengono attraverso il manifestarsi di eventi casuali, come l'estrazione a sorte di oggetti, simboli, frasi oppure il lancio di dadi od altri oggetti

Cleromanzia - Cartomanzia

Cleromanzia: la divinazione attraverso eventi casuali
899.54.55.55

Etimologia del termine

Il termine deriva dal greco kleros- "sorte" e -manteia "indovinare".

La cleromanzia alle origini

Originariamente, la cleromanzia era solamente una forma di lancio di piccoli oggetti come i ciottoli, dei cristalli, delle ossa.

Questo sistema si è evoluto in un secondo momento diventando un mezzo di divinazione.

Questo metodo è simile al sistema cinese chiamato "Chiao-pai", che viene praticato ancora oggi e prevede il lancio di due canne da bambù.

Se cadono ambedue con la parte curva verso l'alto, allora la risposta è positiva, in caso contrario è negativa.

L'utilizzo di piccoli ciottoli veniva fatto proprio alle origini, poi pian piano si è evoluta la tecnica in tutto il globo, andandoli a sostituire con altri oggetti.

Ancora oggi molti dottori africani possiedono dei piccoli sassi all'interno del loro kit medico: servono per predire il futuro.

La cleromanzia veniva praticata già nell'antico Egitto, successivamente si diffuse anche in Cina e a Roma, dove venne eletto il protettore della Cleromanzia: il Dio Mercurio.

Nell'Antica Roma i rituali di cleromanzia erano chiamati sortes , in cui l'indovino chiamato sortilegus (sortilegio ovvero colui che leggue le sorti) era chiamato a predire eventi futuri a seguito del lancio dei dati.

Le sortes erano una pratica tipicamente popolare che i nobili disprezzavano a favore di altre forme di divinazione.

Infatti l'opinione dei nobili era che la divinazione dovesse avere un'ispirazione sacra e divina, le sortes finivano per renderele simili al gioco d'azzardo

La cleromanzia oggi

La moderna cleromanzia si effettua sedendosi ad occhi chiusi, con il cleromante al proprio fianco.

Il veggente utilizzerà due o tre dadi, anche se la prassi èiù comune è quella di utilizzare due soli dadi.

Si scrive una lista di venti possibili risposte numerate e si lanciano i dadi per venti volte; alla fine bisognerà tenere il conto di ogni lancio ed effettuare una somma di tutti i tiri.

Se per qualsiasi motivo i dadi escono fuori dal piatto di lancio, allora è consigliato non eseguire più la lettura e provare in un secondo momento.

Ultimo aggiornamento il alle