LA CARTOMANZIA

  • Cos'è

    Quando si parla di cartomanzia si fa riferimento a uno specifico metodo di divinazione che viene messo in pratica consultando un mazzo di carte.

    Tali carte possono essere di vario genere: i tarocchi, per esempio, ma anche le sibille, che sono delle carte illustrati speciali.

    Diffusa è anche la cartomanzia praticata con le carte dei gabbiani o con le carte da briscola, con i semi di bastoni, di denari, di coppe e di spade.

    La stesura delle carte cambia a seconda dei metodi di divinazione applicati, e anche la loro interpretazione varia in funzione delle domande che vengono poste dai consultanti.

    Non solo: una stessa carta può avere significati differenti a seconda che sia estratta dritta o a rovescio e in base alle carte con cui si combina.

    Si distingue, nella cartomanzia, tra il metodo sacrale e il metodo intuitivo: il primo riguarda ciò che potrà succedere a prescindere dai comportamenti del consultante, mentre il secondo ha a che fare con le conseguenze che si potrebbero verificare in seguito a determinate azioni compiute dal consultante.

    La cartomanzia può essere utilizzata non solo per esplorare il futuro più prossimo, ma anche per svelare il presente del soggetto che richiede un consulto.

  • Quando nasce

    Stabilire in modo preciso e univoco quando nasce la cartomanzia è abbastanza complicato, dal momento che ci sono versioni differenti a proposito delle origini di questa arte.

    Per esempio, una leggenda abbastanza diffusa è quella che riconduce la nascita della cartomanzia ai tempi degli antichi Egizi, mentre secondo altri il primo approccio derivò dai cinesi, che ereditarono lo spirito del domino, il quale in principio era ritenuto uno strumento finalizzato alla lettura della volontà divina e non un semplice gioco.

    Quel che si può affermare con assoluta certezza è che le carte da gioco venivano utilizzate a scopo divinatorio in epoca medievale, anche se sulla base di modalità differenti rispetto a quelle che sono applicate oggi.

    Basti pensare che tra il 1505 e il 1510 nel territorio dell'attuale Germania, e più precisamente a Magonza, venne stampata "Eyn loszbuch ausz der Karten gemacht", con una carta da gioco con i semi tedeschi stampata in un angolo di ogni pagina.

    Pochi decenni più tardi, invece, vide la luce il mazzo da 36 carte del "Giardino dei pensieri" di Francesco Marcolini da Forlì, con le risposte alle domande che si trovavano disseminate nelle pagine del libro a cui rimandavano le sequenze delle varie coppie di carte.

  • Dove nasce

    Per tutte queste ragioni, è abbastanza difficile definire in modo certo dove sia nata la cartomanzia, anche se la tesi dell'Egitto è quella più consolidata.

    Se però si vuol fare riferimento alle carte con dei simboli comprensibili, si deve abbandonare l'Egitto per fare un salto in Europa, e più precisamente in Francia: fu un transalpino di nome Guillaume Postel, infatti, il primo che provò a stabilire - nel 1540 - delle regole speciffiche per la cartomanzia, attraverso la pubblicazione di un libro intitolato "Clef des choses cachées", e cioè "Chiave delle cose nascoste". Nasceva la cartomanzia moderna.

  • Chi ci crede

    Ma chi è che crede nella cartomanzia? Forse, dire che nella cartomanzia si crede è un approccio sbagliato, dal momento che non si sta parlando di una fede o di una religione, ma semplicemente di un'arte.

    Ecco perché alla cartomanzia si rivolgono persone di ogni età, di ogni credo, di ogni ceto sociale, di ogni razza e di ogni genere: chiunque, infatti, nutre il bisogno e il desiderio di conoscere il futuro, ma soprattutto di fare chiarezza sulla realtà che lo circonda.

    I cartomanti veri sono quelli che non obbligano ad alcun tipo di atto di fede e che non costringono le persone che si rivolgono a loro a pensare che ciò che dicono sia legge: il loro compito è quello di leggere le carte, di interpretarle e di far capire i messaggi che ne derivano.

    Non ci sono poteri speciali in gioco, ma tutto dipende da sensibilità d'animo, predisposizione all'ascolto e voglia di aiutare il prossimo.

    Ognuno può avvicinarsi alla cartomanzia con spirito differente, anche in funzione delle domande a cui vuol trovare una risposta: dal manager di successo alla casalinga, dallo studente alla pensionata, dalla commessa al camionista, tutti possono credere nei cartomanti senza temere di esserne delusi o pentirsi.

Credere nella cartomanzia

Quando ci si mette in contatto con un’esperta, al telefono o in chat, si inizia un vero e proprio percorso.

Un percorso che può durare più o meno tempo, che varia fortemente in base al problema da risolvere oppure al risultato che vogliamo raggiungere.

Facciamo un piccolo passo indietro: perché alcune persone nutrono il bisogno di credere nella cartomanzia?

Perché sono nate svariate pratiche per leggere il futuro, come le carte, le tazzine del caffè oppure le foglie del thè?

Per rispondere con esattezza bisogna capire che cosa è la psicologia della percezione: molti individui pensano che le cose che vedono con i loro occhi appaiano così per tutti, cosa ovviamente falsa.

Non appena si vede un oggetto, la mente inizia a fare un processo di ‘modellamento’.

Può distorcere un oggetto e farlo sembrare un altro, ma come mai? Si intravedono le proprie paure: la mente cerca di proteggersi, quindi farà scattare l’allarme non appena appare un oggetto che si presenta come un pericolo.

Si ricreano le ossessioni: quando si è innamorati di una ragazza oppure di un uomo, si vede questa figura ovunque, anche in posti assurdi.

La mente permette di vedere tutto quello che vogliamo effettivamente vedere. Collegandoci alla psicologia della percezione, vediamo il significato in correlazione alle cartomanti.

Le persone vogliono assolutamente vedere i loro sogni all’interno del fondo di una tazza del caffè, ecco perché è sempre sconsigliato eseguire consulti ‘fai da te‘.

Credere nella cartomanzia vuol dire abbracciare le tecniche che permettono una visione del futuro, ma anche riconoscere il potere delle cartomanti o delle persone abili in questi metodi.

Prima tutti coloro che erano degli abili cartomanti venivano perseguitati e giustiziati, oramai invece tutti ammettono il forte potere di quest’antica arte.

Ammettere il potere delle carte è un bene per non compromettere i consulti. Quando ci si mette in contatto con un’esperta dei tarocchi, la prima cosa che viene chiesta è la domanda da cui partire.

In particolare, si fa riferimento ad un problema che caratterizza la vita del consultante. L’amore, la fortuna o il denaro non fa differenza: l’importante è capire bene da quale parte iniziare.

A quel punto, la cartomante pensa ad una disposizione delle carte che permetta una veloce ed efficace interpretazione, ma prima c’è ancora una piccola cosa da fare.

Il consultante, ovvero colui/colei che si rivolge al potere delle carte, deve concentrarsi e pensare effettivamente a cosa chiedere.

Ed ecco che c’è il bisogno di credere nella cartomanzia per constatarne l’effettiva validità.

Chi non crede, chi è scettico e magari lo fa solamente per divertimento non potrà mai trovare un riscontro positivo.

È proprio come effettuare un’arte marziale ma non abbracciare a pieno il significato e la tradizione: si perde tutto il gusto.

Tutti coloro che sposano a pieno la mentalità e l’obiettivo della cartomanzia, sanno bene che possono fidarsi ciecamente dei consulti.

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